Da X Factor al nuovo singolo, il successo di Blind passa da “Triste”

Il singolo d’esordio, “Cuore Nero”, certificato disco di platino con oltre 70 000 copie vendute; un libro autobiografico, “Cicatrici”, in cui ha messo a nudo le difficoltà di un passato complicato; la collaborazione con Guè Pequeno e Nicola Siciliano in “Promettimi”, alla quale si aggiunge “Non cambi mai”, firmata da Mameli.
E adesso “Triste”, il nuovo singolo arricchito dalla partecipazione del rapper Giaime.

Non è passato nemmeno un anno da quando Blind ha deciso di portare tutti i sogni e i sacrifici riversati nella musica alle audizioni di X Factor, eppure la sua carriera continua ad arricchirsi di ottimi risultati e progetti molto mirati. Tutto questo è stato oggetto dell’intervista rilasciata dall’artista a Sound On, in cui non nasconde l’entusiasmo per l’ottimo momento che sta vivendo, ma mantiene la lucidità di chi ha ancora tantissimo da offrire al suo pubblico.

 

Avendo già lavorato con diversi artisti, il mondo della musica è come te lo immaginavi oppure ci sono degli aspetti che ti hanno sorpreso?
Ci sono varie prospettive e vari artisti, non tutti sono uguali. Quelli che ho conosciuto sono così come li ho descritti: ci siamo visti e dopo due o tre ore che stavamo insieme sono nate delle amicizie in cui ci sentiamo quasi tutti i giorni e andiamo a cena fuori. Ed è veramente bello. Poi ovvio, ci sono molti artisti che non ho ancora conosciuto e mi piacerebbe farlo presto.

Emma, tua giudice a X Factor, come ha commentato questo tuo ultimo singolo?
Adesso è in vacanza. Dopo aver fatto il tour credo abbia gettato il telefono nel mare.

A proposito di tour, quando potremo vederti dal vivo?
Ho già fatto alcune date e altre sono in chiusura, ne ho una in Sardegna a fine agosto. Però questa situazione sta degenerando di nuovo ed è difficile proiettare un tour perché le agenzie hanno giustamente paura di investire per poi dover rimborsare i biglietti o rimandare le date come è accaduto l’anno scorso.
Ci sono in ballo tante cose, bisogna solo aspettare e capire bene quando si potrà ripartire. Alcuni eventi nelle piazze, con le persone sedute, si possono fare, però c’è chi li fa e chi evita. Dipende da questa situazione veramente tragica. Intanto facciamo musica.

E facendo musica riesci anche a distanza, magari attraverso i social, a percepire l’affetto dei tuoi fan e di chi ti segue?
Assolutamente sì, anche se mi piacerebbe vederli dal vivo. Ho fatto due date, come anche l’apertura al concerto di Emma, ed è stato bellissimo perché hai delle persone davanti che ti acclamano e ti danno una spinta positiva per lavorare nella vita quotidiana. Vederli dietro a un telefono è bello, ma fino a un certo punto.

 

 

Invece le aspettative hanno cambiato il tuo modo di lavorare oppure l’approccio alla scrittura resta lo stesso?
A volte ho dei cali, spesso dovuti anche ad altri impegni e a tantissime cose da pensare per non sbagliare, o fare passi falsi che possano buttarmi giù. Altre volte invece scrivo, produco e mi piace sperimentare, ultimamente l’ho fatto con diverse idee molto innovative che più avanti capiremo se e quando pubblicare oppure no. Il mio team lavora, io lavoro, perciò sono contento.

Prima di “Triste” hai pubblicato “Promettimi”, altro brano che conteneva due collaborazioni importanti.
Dopo X Factor non mi sarei mai aspettato di uscire con Nicola Siciliano e Guè Pequeno. Quest’ultimo l’avevo visto ai quarti di finale e mi aveva fatto i complimenti, ma non avrei mai immaginato di poter uscire con una traccia insieme a lui. Sono collaborazioni che arrivano se il lavoro lo fai bene e viene ripagato.

 

 

I tuoi progetti appaiono molto mirati: l’esperienza del talent e l’influenza di giudici che vivono già la musica a 360 gradi è un aiuto in più per non bruciare le tappe e fare delle scelte ben precise?
Certo, ho imparato molte cose, soprattutto ad avere pazienza e a non fare le cose di fretta, perché poi si sbaglia. Oppure preferire di uscire con una canzone in meno, ma lasciar uscire quella giusta al momento giusto. Le scelte affrettate ti portano a sbagliare, come qualsiasi cosa in questa vita.
Su questo Emma è stata molto dura con me, preferiva farmi provare una volta in più affinché non sbagliassi sul palco. Sono cose che mi hanno formato molto.

Si percepisce la tua voglia di fare, ma allo stesso tempo dici di dover aspettare i momenti giusti. Come vivi l’attesa?
Ti dico la verità, io vorrei fare uscire tre o quattro canzoni al mese, ma poi mi dicono di aspettare, di studiare meglio. E io mi arrabbio, anche se so che poi hanno ragione perché non sarebbe possibile.

Come stai vivendo invece il rapporto con le persone che hai attorno?
Il mio personal, Marcello, mi sta aiutando in tutto perché è il mio referente con l’agenzia di management. Vive con me e mi aiuta molto con e-mail, contratti, commercialista e mi indirizza molto sulle scelte giuste da fare.

Immagino sia quello che subisce anche i tuoi sfoghi…
Sì, è il primo, perché mi lamento con lui che a sua volta poi riferisce.
Ci sono anche la mia ragazza e i miei amici. Sono tutti contenti e non vedono l’ora che io faccia altri passi per vedermi ancora più in alto.

Che cosa rappresenta per te la musica?
È il sorriso! Se io penso alla musica sorrido perché mi fa stare bene, mi fa sfogare, più la ascolto e più sto bene. E se potessi la ascolterei in qualsiasi momento della giornata. È serenità, libertà.

Sei felice in questo momento?
Assolutamente sì, molto!

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