Il coraggio di Lowlow per raccontarsi “In prima persona”

Spogliarsi dei filtri stilistici tratti dalla letteratura e dal cinema per mettere completamente a nudo le proprie emozioni e raccontarsi da un punto di vista totalmente nuovo. È la grande novità di “In prima persona”, l’album di Giulio Elia Sabatello, in arte Lowlow, pubblicato venerdì 30 luglio. Il nuovo progetto discografico, uscito a poco più di un anno di distanza dal precedente “Dogma 93”, comprende otto tracce che toccano varie sonorità arricchite da diverse collaborazioni.

Una carriera, quella di Lowlow, iniziata all’età di soli tredici anni, quando si fa notare grazie alle battle di freestyle in giro per l’Italia. Dopo tre album da solista e le collaborazioni che lo vedono accanto a Sercho e Mostro, il giovane rapper sembra aver intrapreso un nuovo percorso che, pur conservando il suo marchio stilistico, esplora lati più intimi della sua personalità.

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Tour, progetti e basket: il mondo di Ghemon non conosce confini

Dalla genesi delle sue canzoni, che spaziano dal rap a generi più melodici, all’analisi delle diverse arti comunicative, definite come vari mezzi di trasporto da poter utilizzare a seconda delle proprie esigenze, senza tralasciare la grande passione per il basket e la sua preziosa collezione di sneakers.

Nonostante il lockdown dovuto alla pandemia, Giovanni Luca Picariello, in arte Ghemon, non ha smesso di lavorare e anzi, anche nel periodo di isolamento ha saputo trovare nuovi stimoli per colmare l’irrefrenabile bisogno di comunicare e raccontarsi, fino all’esperienza dell’ultimo Festival di Sanremo, il secondo di una carriera che vanta già sette album all’attivo. Quando lo incontriamo a poche ore dall’inizio del suo “E vissero feriti e contenti tour 2021”, si presenta allenato ed entusiasta per questa nuova avventura, senza nasconde la voglia di riabbracciare i fan e condividere con loro le canzoni che hanno visto la luce negli ultimi due anni.

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