Sound On

Il percorso di Camilla Magli passa dal fresco urban pop “Kanye West”

Finestrino abbassato, la sensazione di salsedine che asciuga la pelle e il sole che tramonta alle spalle, mentre dall’autoradio risuona il brano “Runaway” di Kanye West. Sono le sensazioni evocate proprio da “Kanye West”, il brano che insieme a “Knock Out” segna il ritorno sulla scena musicale di Camilla Magli dopo un importante periodo di studio e ricerca.

 

Un fresco e romantico urban pop che accompagna l’ascoltatore in un viaggio che Camilla intraprende in compagnia di Andrea Brasi, meglio conosciuto come Bresh, e che mostra la crescita di un’artista che oggi – come racconta a Sound On – ha meno paura di mostrarsi per quello che è veramente rispetto a quanto fatto in passato.


Come nasce il brano “Kanye West” e quali emozioni vuole trasmettere?
L’ho scritto in una notte. Avevo questa idea in testa, ho sognato la melodia e al mattino il pezzo c’era. Volevo trasmettere la voglia di lasciarmi alle spalle delle costrizioni, un desiderio di evasione. Per questo motivo faccio riferimento alla velocità, alle autostrade, per rievocare la sensazione del ritorno dal mare, quando sei un po’ stanco e rifletti sul futuro tra realtà e sogno.

 

Come raccontavi, il brano evoca l’immagine del viaggio.
Come descriveresti il viaggio artistico che stai facendo?

È strettamente collegato al percorso di crescita come persona, va di pari passo. Quello che vivo e che percepisco, lo scrivo e mi racconto attraverso la musica. A volte risulta difficile, altre invece sembra molto semplice perché è legato a un sentimento ed è bello riuscire a tirarlo fuori.

 

Dopo BigMama in “Knock Out”, un’altra collaborazione importante, questa volta con Bresh: cosa conserverai di questo Featuring?
Sicuramente la disponibilità e l’empatia. Per me è stata una sorpresa anche per come è avvenuto il tutto: ho mandato i miei pezzi su Instagram ad Andrea, lui li ha ascoltati ed è stato molto disponibile. Inoltre, questo pezzo è decisamente personale e ho apprezzato il fatto che lui lo abbia capito e fatto suo da subito.

 

Avendo recentemente presentato “Knock Out” al Mi Ami, ti chiedo cosa si prova a calcare quel palco?
Il Mi Ami è stata un’esperienza bella, per certi versi anche liberatoria. Per tutti quelli che fanno musica come me e vivono a Milano, si tratta di un palco che si desidera fortemente, soprattutto all’inizio di una carriera. Perciò sono ovviamente felicissima di averlo fatto.

 

Quali saranno i prossimi passi? Possiamo aspettarci un album a breve?
Per me è fondamentale continuare a scrivere e migliorarmi sotto tanti punti di vista. Non nascondo il desiderio di far rientrare tutte queste canzoni in un progetto più solido e chiaro, quindi probabilmente uscirà un album.

 

Guardando invece al passato, arrivi da un anno di ricerca: in che modo ti senti cambiata come persona e come artista?
Mi sento molto cambiata, gli ultimi due anni sono stati cruciali. Per una questione di consapevolezze, di prendere in considerazione le ferite e anche ciò che ognuno di noi ha da offrire di bello. Avere la visione più grande di quello che siamo, avere meno paura di esprimersi, mentre prima facevo fatica. Avere anche coraggio e consapevolezza di essere ciò che sono e volerlo comunicare agli altri.

 

Cos’è per te la musica?
È il canale che ho scelto per raccontarmi, tirare fuori i miei sentimenti e riuscire a esprimermi. Ma è importante anche per come vivo quotidianamente la mia vita, perché le canzoni danno importanza ai momenti che viviamo, alle persone, e ci fanno legare a dei ricordi. Sicuramente è vitale.

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