Da “Vamos a la playa” a “Amore e capoeira”: fenomenologia dei tormentoni estivi

Sarò molto sincero, associare una canzone ad un ricordo è uno dei miei hobby preferiti! Quando poi ad essere associata ad una hit non è solo un evento, bensì un’intera stagione (quella estiva), potrei davvero sbizzarrirmi per ore e ore! Forse il merito è anche di quella che, da ben 60 anni, è diventata un’espressione ormai consolidata nel linguaggio comune: il c.d.Tormentone estivo. O meglio, i tormentoni estivi: le colonne sonore che accompagnano una vacanza con gli amici, un Ferragosto in montagna, una festa al mare e via dicendo. Ma quando nascono questi tormentoni? Quali sono quelli che hanno fatto la storia? Continuate a leggere per saperne di più, ma soprattutto… scrivete nei commenti il vostro preferito!

Spesso presenti in pubblicità estive, che ne amplificano notevolmente la diffusione; un tempo legate a eventi come il Festivalbar o Un disco per l’estate; caratterizzate da melodie orecchiabili, testi aventi per oggetto argomenti poco impegnati e ritmo ballabile. Il primo tormentone estivo è di esattamente 60 anni fa e il testo faceva così:

Ti voglio cullare, cullare
posandoti su un’onda del mare, del mare
legandoti a un granello di sabbia così tu
nella nebbia più fuggir non potrai
e accanto a me tu resterai…ai…ai ai ai. ai ai . . . ai ai ai

Il titolo del brano è “Legata a un granello di sabbia“, scritto da Nico Fidenco e Gianni Marchetti: inizialmente rifiutato dalla commissione esaminatrice del Festival di Sanremo 1961, è stato messo in commercio in vista della stagione estiva, inaugurando così il cosiddetto “filone estivo” italiano.

Ma il re delle hit estive degli anni ’60 è un altro: Edoardo Vianello. Tra Abbronzatissima, Pinne, fucili ed occhiali e il Paraponzi-ponzi-pò dei Watussi, Vianello ha animato e continua ad animare le piste da ballo. Stasera mi butto di Rocky Roberts, Sapore di sale di Gino Paoli, Azzurro di Adriano Celentano e Acqua azzurra, acqua chiara di Lucio Battisti completano la lista di successi dei primi dieci anni di tormentoni.

Sul finire del decennio seguente Umberto Tozzi fa il triplete. Prima è la volta di Ti amo, che vince il Festivalbar e rimane al primo posto dei singoli più venduti in Italia, dal 23 luglio al 22 ottobre del 1977. Ma per molti critici, si trattava di semplice fortuna. Eppure l’anno seguente Tozzi sforna prima Tu e poi è la volta di Gloria, che dal 1979 al 1984 vende ben 29 milioni di copie in tutto il mondo.

E arriviamo agli anni ’80, gli anni d’oro dei tormentoni estivi. Si inizia con Un’estate al mare di Giuni Russo e si prosegue prima con Tropicana del Gruppo italiano e poi con i Righeira e i loro Vamos a la playa e L’estate sta finendo. Nel 1987 Sabrina Salerno diventa una vera e propria icona della dance: esce infatti Boys (Summertime Love) che riscuote successo in non poche nazioni. A scoprirla, Claudio Cecchetto, che qualche anno prima aveva inventato il suo Gioca Jouer, ancora oggi immancabile nelle feste. Sul finire degli anni ’80, arriva il successo dei Kaoma: Lambada. La hit raggiunge la prima posizione delle classifiche di undici paesi e raggiunge la top 10 in moltissimi altri. Viene poi reincisa, reinterpretata e tradotta più volte: come non ricordare On the floor del 2011, singolo di Jennifer Lopez, che ha visto anche la partecipazione del rapper statunitense Pitbull.

Gli anni ’90 si aprono con i Mondiali e con l’inno corrispondente, per la precisione Un’estate italiana di Edoardo Bennato e Gianna Nannini. A seguire è un susseguirsi di successi italiani e stranieri. Nel nostro Paese è il periodo di Sotto questo sole di Francesco Baccini, di Mare mare di Luca Carboni, e di 50 Special dei Lunapop; a livello internazionale invece come non citare Rhythm is a dancer degli Snap, Sweet dreams dei La Bouche o la Macarena: brani che vengono suonati e ballati praticamente ovunque. Molte delle hit di questi anni, come ci ha ricordato anche la cantante Regina in una recente intervista, sono state ultimamente riprese anche da cantanti italiani e trasformati in altrettanti successi. In questo decennio, ai vertici delle hit parade, c’è anche il portoricano Ricky Martin con Marìa (1996), La copa de la vida (1998) e Livin’ la vida loca (1999).

Alla vigilia del nuovo millennio abbiamo l’imbarazzo della scelta: si spazia da Blue degli Eiifel 65 a Vamos a la Playa (Miranda), da The Riddle di Gigi D’Agostino a Sexbomb di Tom Jones. Chi non ha ballato sotto le note di almeno uno di questi quattro brani.

Tre novità tutte italiane per inaugurare il XXI secolo: Paola e Chiara, Valeria Rossi, i Gazosa. Tra un “Vamos a bailar” e un “Dammi tre parole” passando per un “wwwmipiacitu”, questi tre successi colonizzano le radio e ottengono un successo immediato. E non è da meno Asereje del gruppo spagnolo Las Ketchup, che raggiunge il primo posto in tutte le classifiche di vendita dei singoli dei paesi in cui è stato pubblicato, fatta eccezione per gli Stati Uniti.

Negli anni seguenti, dopo il successo di Vrei să pleci dar nu mă, nu mă iei, ovvero Dragostea din tei, la canzone più conosciuta del gruppo moldavo O-Zone (in Italia resa popolare soprattutto nell’interpretazione dance di Haiducii), i tormentoni estivi prendono la firma di Rihanna, Lady Gaga e dei Black Eyed Peas.

E siamo sinceri, chi è che non ha mai associato ai ricordi dell’estate 2010, quella dei Mondiali, Waka Waka di Shakira? La canzone ha raggiunto la prima posizione nella classifica italiana, mantenendola per ben sedici settimane consecutive.

Negli ultimi dieci anni, Danza Kuduro, Despacito e le hit di Alvaro Soler fanno da cornice nel nostro Paese al trionfo del rap: molto successo hanno Roma-Bangkok di Baby K e Giusy Ferreri, il singolo più venduto in Italia nel 2015, e vari brani di Fabio Rovazzi. Completano il quadro di tormentoni estivi degli ultimi anni Vorrei ma non posto, Amore e caporeira, Mambo salentino.

E 60 anni dopo il primo, quali brani entreranno quest’anno nell’albo d’oro dei tormentoni estivi?

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